• home
  • informazioni archeologiche
  • come raggiungere il parco
  • credits
  • ricerca
  • contatti

Parco Castel Pagano

parco archeologico nel Comune di Apricena

  • Chiesa Rupestre
  • Il Mastio
  • Area Archeosperimentale
  • La Necropoli

informazioni archeologiche

  • introduzione
  • Scavi
    • Il Mastio
    • La chiesa
    • La necropoli
    • Archeosperimentale
    • Le Cisterne e i Silos
  • Le sepolture
    • Dati antropologici e paleontologici
    • Analisi biomolecolari
  • Reperti
    • Gli intonaci della Chiesa Palatina
    • Fuseruoli e Fusi
    • Reperti in metallo
    • Analisi chimica della ceramica, delle malte e degli intonaci
    • Le ceramiche
    • Le monete
    • Materiali vari
  • Bibliografia
  • Conclusioni

Reperti - Analisi chimica della ceramica, delle malte e degli intonaci

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

ANALISI CHIMICA DELLA CERAMICA , DELLE MALTE e DEGLI INTONACI

In questa sede verranno esaminati 11 campioni provenienti dallo scavo archeologico del Mastio e della Chiesa nell sito di Castel Pagano – Apricena, presso il laboratorio di Chimica dell’università di Perugia.

Le analisi dei campioni sono state effettuate mediante microscopia elettronica a scansione, con microscopio Philips 515 corredato di microanalisi EDS 9900 SEM-EDS (per n°11 campioni), istallato presso il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Università di Perugia),e analisi diffrattometriche (per n° 3 campioni) impiegando il diffrattometro di raggi X da polveri (XRD) Philips 1830, istallato presso lo stesso laboratorio).

I risultati sono i seguenti:

Campione n. 2: Malta

Analisi SEM

Presenza dominante di calcite e dolomite. In minore misura si rilevano composti con Si, Mg, Al e Fe. Potrebbe trattarsi di pozzolana e sabbia aggiunta al legante prevalentemente carbonatico.

Campione n. 3: Malta

Analisi SEM

Presenza dominante di calcite e dolomite. Si rilevano composti con Si, Mg , Al e Fe. Potrebbe trattarsi di pozzolana e sabbia aggiunta al legante prevalente carbonatico.

Campione n. 4: Malta

Analisi XRD

L’analisi diffrattometrica rileva la dominante presenza di calcite e quarzo ed in minor misura dolomite.

Analisi SEM

L’analisi chimica effettuata con microanalisi EDS conferma la presenza dominante di calcite e quarzo e dolomite minoritaria. Alcuni punti analisi fanno rilevare la presenza di forforo probabilmente legato ad alterazione in seguito a seppellimento del manufatto. Alcuni punti analisi indicano la presenza di Si, Mg, Al e Fe. Si ritiene trattarsi di componenti minoritarie, non rivelate alla diffrazione di raggi X, probabilmente pozzolanici aggiunte al legante per conferirne idraulicità

Campione 5

Analisi SEM

Presenza dominante di calcite e dolomite. Si rilevano composti con Si, Mg, Al e Ca . Potrebbe trattarsi di pozzolana e sabbia aggiunta al legante prevalente carbonatico. Alcuni punti analisi fanno rilevare la presenza di forforo probabilmente legata ad alterazione in seguito a seppellimento del manufatto

Campione 6

Analisi SEM

Presenza dominante di calcite e dolomite. Si rilevano composti con Si, Al. Potrebbe trattarsi di pozzolana o argilla caolinitica e sabbia aggiunta al legante prevalentemente carbonatico. Alcuni punti analisi fanno rilevare la presenza di fosforo probabilmente legate ad alterazione in seguito a seppellimento del manufatto

Campione 7: Rivestimento Cisterna

Presenza dominante di calcite e dolomite. Si rilevano composti con Si, Mg , Al, Fe e Ca ed altri con solo Si . Potrebbe trattarsi di pozzolana o argilla e sabbia aggiunta al legante prevalente carbonatico.

Campione 8: Intonaco - Rivestimento cisterna

Analisi XRD

L’analisi diffrattometrica indica la presenza dominate di calcite e quarzo

Analisi SEM

Presenza dominante di calcite e quarzo. Si rilevano composti con K, Si, Al (probabilmente feldspati) e composti con Mg, Al, Si. e Ca . Si tratta di un legante carbonatico con aggiunte di composti quali i feldspati e argille e o pozzolane.

Campione 9: Intonaco

Analisi SEM-EDS

Presenza dominante di calcite. Alcuni punti analisi indicano la presenza di composti con Si, Al, Mg. Campione 10 Frammento di tegola Dominante presenza di dolomite e calcite. Punti con K, Si, Al , Mg, Ca dovrebbe trattarsi di componete carbonatica e dolomitica con aggiunte di o feldspati e argille caolinite (la presente analisi non permette di scindere in quanto necessiterebbe di un’analisi termica per valutare la perdita di acqua). 5 frammenti di intonaco dipinto XRD L’analisi diffrattometrica rivela la presenza dominante di calcite e quarzo SEM L’analisi in microscopia elettronica rivela la presenza di calcite, dolomite e quarzo e composti con Si e Al. Si può quindi ipotizzare la presenza di materiale argilloso di tipo caolinitico. L’analisi chimica al SEM dei pigmenti indica che si dovrebbe trattare di pigmenti organici e non minerali. Infatti non si osserva la presenza di elementi con numero atomico maggiore di 10, quali quelli rilevabili con lo strumento impiegato.

Campione di intonaco da Q11-S.2

Analisi SEM

Calcite dominate con punti analisi che rivelano presenza Mg, Al, Si, Ca.

CONCLUSIONI

L’accoppiamento delle tecniche analitiche impiegate; microscopia elettronica e diffrattometria di raggi X, fanno concludere che i campioni analizzati sono malte a componente carbonatica e dolomitica. L’idraulicità della malta (quindi la sua resistenza in ambienti con acqua, trattasi infatti anche di rivestimenti di cisterne) viene assicurata con l’aggiunta di materiali con alluminio, ferro, magnesio e silicio. Quindi in tutti i campioni si osserva la presenza tali elementi che possono essere aggiunti mediante argilla (in alcuni casi dove è presente potassio riteniamo che si tratti di argilla di tipo illitico, in altri casi dove si trova solo Al e Si si dovrebbe trattare di argilla caolinitica) oppure materiale pozzolanico. Purtroppo le suddette tecniche impiegate non permettono una perfetta distinzione tra i due materiali che necessiterebbe di approfondite indagine con altre tecniche. Si può escludere la presenza di materiale solfatico (gesso o anidride) in tutti i materiali investigati. A volte si osserva la presenza di forforo probabilmente legato a fattori inquinanti successivi al seppellimento del reperto. Laddove presenti i pigmenti sono risultati di natura non minerale.

Dott.ssa Paola Comodini

© 2009 - ARCHEXPLORERS S.r.l. SOA OS25 Cl. IIa
Via delle Rote, 2 - 05022 Porchiano del Monte
Amelia (TR) Tel. 3288412895 - 3288983724 Fax 0744986015
Cod. fisc. P. IVA 01400510556