Reperti - Le Ceramiche
LA CERAMICA
Dallo scavo condotto nell’area interna del mastio, nell’area esterna dello stesso, e nell’area sacra della chiesa, i materiali ceramici emersi sono numerosi, si parla di 2242 frammenti, comprendendo tutte le classi tipologiche rinvenute. I materiali inerenti l’intera categoria, sono stati tutti lavati, riattaccati quando possibile, inventariati i pezzi notevoli ed immessi entro schede TMA.
Tra le classi ceramiche identificate c’è la classe degli anforacei che coprono lo 0,67%, la ceramica comune il 64,27%, la ceramica da fuoco il 7,76% la ceramica figulina solo lo 0,49%, gli impasti protostorici il 8,61%, la maiolica il 5,84%, la maiolica tutta tra bianca e policroma una quantità compresa tra lo 0,03 e lo 0,15%. La proto maiolica rappresenta il 11,64% . Sono rappresentati anche rari frammenti di ceramica a bande rosse su ceramica depuata beige, appartenenti a pareti di vasellame di fine fattura, con motivi a graticcio………., produzione questa molto diffusa in ambito territoriale (1- Otranto,Patterson, Whitehause) ed anche in siti della Calabria (2-Sogliani) All’interno della suddivisione tipologica della ceramica in generale, se ne può operare una seconda che tiene conto della percentuale inerente all’area scavata, si denota dunque che i 2/3 provengono dall’area del mastio e limitrofa, il resto dalla chiesa.
- Patterson-Whitehause,1992 Fase VI a inizi XIII sec. pp. 468
- Di Gangi-Lebole di Cangi 1997
LE CLASSI E LO STUDIO TIPOLOGICO
Secondo una analisi cronologica che prende in esame dapprima i manufatti più antichi, è bene evidenziare una forte presenza di ceramica protostorica all’interno del mastio con frammenti in impasto piuttosto depurato, con numerose superfici esterne steccate, insieme a frammenti con superfici brunite di color marrone, nero e rosso, a cottura uniforme di buona qualità in ambiente ossidante. Tra i pezzi datanti sono presenti tre frammenti di parete decorate con motivi metopali quadrangolari excisi con strumento a sezione quadra, una parete con bugna a base circolare applicata lungo un cordone liscio, un orlo a tesa pertinente a scodelline, un fondo piatto di olla cilindrica. La presenza di questi materiali di buona fatture, possono far ipotizzare o la presenza sotto le strutture murarie del mastio di fondi di capanna, o di una grotta crollata.
La ceramica comune relativa invece alle strutture del vicus presenta colorazioni degli impasti che vanno dal rosa all’arancio acceso, con superfici interne ed esterne lisciate ed inclusi calcarei visibili, con forme tipologiche inerenti a brocche, scodelle e forse bicchieri. Molti i frammenti di pareti non facilmente ricostruibili, con anse a nastro piuttosto larghe ( da cm. 4 a cm. 6) decorate con scanalature da 2 a 5 alternate con spaziature regolari, spesso con attacco di collo conservato. Il range della datazione ipotizzata, rimanda al l XII - XIV SEC. d.C.
La ceramica da fuoco è piuttosto sottile e vetrosa, con superfici esterne ed interne che presentano vistose tracce di annerimento da fuoco, con tipologia inerente ad olle ed ollette in cui la forma rimane invariata, mutando solo i diametri di aperture degli orli a colletto che vanno da cm.10 a cm.18 (databili tra il XII e il XIV), con presenza talvolta di anse a nastro, con fondo piano e corpo globulare, gli impasti duri, compatti e vetrosi con fratture nette.
La protomaiolica è da ricollegare ai frammenti rinvenuti anche nella campagna precedente di scavi, a confermare una produzione ben delineata sul territorio, con utilizzo di vetrina piuttosto compatta che presenta una gamma cromatica che va dal bianco lattiginoso al beige, molto compatta, senza bolle o screpolature uniforme la superficie, che confermano una sviluppata tecnica in fornace.
Sopra lo strato stannifero sottile ed omogeneo, compaiono motivi pittorici ricorrenti, con colorazioni che vanno dal verde ramina, al marrone manganese, ed il giallo ocra raramente blu cobalto. Le forme tipologiche risultano essere prevalentemente aperte con bacini-scodelle, ciotole e boccali. I bacini pre- sentano fondi con piede a disco, con presenza di foro sull’innesto con la vasca, per la sospensione (1-Francovich), ed orlo a tesa in un caso decorato con festoni a semilune ( 5-C.Raimondo) . I motivi ricorrenti rappresentano in tutta l’Italia fra il XIII-XIV secolo molte croci potenziate, sopra ad ogni braccio compare un motivo a semiluna in verde, oppure si hanno frammenti di fondo con rari motivi a gridirion, o con fiori stilizzati.
La forte similitudine riscontrata tra le croci potenziate dipinte, rafforza l’idea di artisti soliti ad operare in zone limitrofi al sito. Dagli ultimi lavori di restauro, seguiti allo scavo archeologico, sono emersi dall’area scelta per una ricostruzione archeo sperimentale, molti frammenti di fondi pertinenti a bacini in protomaiolica con piede a disco ed all’interno un motivo ittico molto ben rappresentato. Siamo in un lasso temporale compreso fra il XII ed il XIII sec. d.C. per le produzioni fin ora trattate, con confronti tipologici diretti con la regione Toscana più a nord, nelle vicinanze con Lucera (4-Whitehause), dal sito antico di Salapia-Foggia (7-Rescio) Bari (6- S.Gelichi) e Brindisi ( 3-Patitucci-Uggeri), più a sud con la Calabria ( 2-M.Corrado). Le maioliche sia bianche che policrome, si trovano negli strati più superficiali, a testimo-niare presenza umana nell’insediamento, sino al XV- XVI secolo d.C. con forme stilistiche molto più elaborate secondo il gusto tipicamente rinascimentale, con forme chiuse tra cui brocche e forme aperte.
Ricordiamo anche la presenza di un’altra tipologia di oggetto, le lucerne, presenti in pochi esemplari, in ceramica grezza con segni di affumicamento, del tipo più comune a ciabatta.






