• home
  • informazioni archeologiche
  • come raggiungere il parco
  • credits
  • ricerca
  • contatti

Parco Castel Pagano

parco archeologico nel Comune di Apricena

  • Chiesa Rupestre
  • Il Mastio
  • Area Archeosperimentale
  • La Necropoli

informazioni archeologiche

  • introduzione
  • Scavi
    • Il Mastio
    • La chiesa
    • La necropoli
    • Archeosperimentale
    • Le Cisterne e i Silos
  • Le sepolture
    • Dati antropologici e paleontologici
    • Analisi biomolecolari
  • Reperti
    • Gli intonaci della Chiesa Palatina
    • Fuseruoli e Fusi
    • Reperti in metallo
    • Analisi chimica della ceramica, delle malte e degli intonaci
    • Le ceramiche
    • Le monete
    • Materiali vari
  • Bibliografia
  • Conclusioni

Reperti - Materiali vari

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

REPERTI DI ALTRI MATERIALI

Fig. 51: croce in pasta di turchese

Oltre all’oggettistica in metallo, dalla chiesa è emersa sempre all’interno della US 208, relativa al crollo della chiesa, una seconda croce sempre riconducibile al mondo greco, con uguale misura delle braccia, che misura cm.2,7 x cm.2 e spessa cm. 0,8 realizzata in probabile pasta di turchese di color celeste-verde chiaro, le due superfici appaiono lisciate con una probabile pietra abrasiva, di cui sono rimaste le tracce. Risulta forata , ma il buco è stato fatto passare da lato a lato senza intaccare le due superfici visibili, che sono decorate con figure triangolari che si compongono e scompongono entro figure quadrate, diverse su entrambe le facce.

I segni non sono casuali, ma fortemente voluti, perché calcolati nell’idea del modulo e della simmetria, all’interno di una conoscenza e coscienza religiosa precisa.

Fig.52:  cilindro in osso

Fra i numerosi materiali, la lavorazione dell’osso di tradizione antica, è ancora rappresentata con oggetti personali, ricordiamo un piccolo tappo cilindrico (h. cm. 2 diam. cm.0,9) decorato con due linee incise, mentre la faccia a vista circolare presenta il ritratto semplificativo di un viso con occhi, naso e bocca soridente e come nel caso del dado (cm.1x1x1), di tipo ludico, o un cilindro levigato e lucidato, cavo forse utilizzato come immanicatura lungo cm. 9 circa e del diametro di cm.2,5.

L’aspetto ludico del sito è ben attestato dalla presenza di un piccolo dado in osso della dimensione di cm.0,9 su ogni faccia, con numeri incisi in piccoli cerchielli.

 

Fig.53:  dado in osso

LA SELCE

Da tutta l’area indagata del sito, provengono numerose schegge di selce, a partire dal mastio, nel punto più profondo indagato tra la roccia viva, è stata rinvenuta una buona quantità tra schegge e strumenti semi-lavorati,associati a materiale ceramico, riferibile ad impasti protostorici.

Le schegge presentano ritocchi marginali lungo il perimetro, che ne confermano la produzione ed utilizzo dell’uomo, in alcuni casi si notano anche colpi relativi a bulini, ed a grattatoi. L’assenza di resti corticali e noduli integri, induce a pensare che la materia prima fosse recepita e sbozzata altrove, il manufatto dunque veniva poi trasportato semilavorato sino al sito. La natura stessa della selce è buona, non compaiono inclusi calcitici nel suo interno, che spesso induco a fratture. Le superfici sono compatte con colori che vanno dal nero al giallo chiaro, i frammenti più sottili sono addirittura trasparenti. S

ono state rinvenute altre schegge dall’area necropolare e all’interno degli ambienti dell’archeosperimentali, quasi mai associati a ceramica medievale, ma spesso provenienti dagli strati più bassi, immediatamente vicini agli strati di calcare massiccio naturale.

Questi materiali testimoniano la presenza di insediamenti protostorici sull’intera area che geomorfologicamente ben si presta ad un villaggio sia stanziale che stagionale, per la forte presenza in epoche protostoriche di animali di passaggio da cacciare, naturalmente difesa su tre lati, in posizione dominante da cui era possibile vedere l’avvicinarsi di gruppi umani, e la non secondaria presenza di grotte molte grandi tutto intorno, piuttosto vicine in cui ripararsi all’occorrenza.

I REPERTI IN VETRO

Fig.54: frammenti in vetro

Fig.55: fondo di unguentario in vetro

Dalle chiesa, e più esattamente dalle sepolture, provengono rari frammenti vetrosi pertinenti a piccoli unguentari o porta profumi, con vetri gialli o verdi molto sottili, di buona qualità, realizzati con la tecnica della soffiatura, con rare bolle di aria.

Si rinvengono anche parti terminali di lucerne del tipo ad imbuto di colore verde ed anse miniaturistiche in vetro soffiato molto sottile di color giallo paglierino, sempre pertinente agli stessi oggetti. Interessante è anche la presenza di scorie da fusione in materiale vetroso di provenienza sporadica.

© 2009 - ARCHEXPLORERS S.r.l. SOA OS25 Cl. IIa
Via delle Rote, 2 - 05022 Porchiano del Monte
Amelia (TR) Tel. 3288412895 - 3288983724 Fax 0744986015
Cod. fisc. P. IVA 01400510556