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Parco Castel Pagano

parco archeologico nel Comune di Apricena

  • Chiesa Rupestre
  • Il Mastio
  • Area Archeosperimentale
  • La Necropoli

informazioni archeologiche

  • introduzione
  • Scavi
    • Il Mastio
    • La chiesa
    • La necropoli
    • Archeosperimentale
    • Le Cisterne e i Silos
  • Le sepolture
    • Dati antropologici e paleontologici
    • Analisi biomolecolari
  • Reperti
    • Gli intonaci della Chiesa Palatina
    • Fuseruoli e Fusi
    • Reperti in metallo
    • Analisi chimica della ceramica, delle malte e degli intonaci
    • Le ceramiche
    • Le monete
    • Materiali vari
  • Bibliografia
  • Conclusioni

Informazioni archeologiche

Con questo intervento si presentano i dati preliminari relativi alla III° campagna di scavi acheologici, presso il vicus di Castel Pagano, nel territorio di Apricena (FG).

I lavori di scavo, cominciati il 23 Giugno 2008 e ad oggi ancora in corso, sono stati finanziati con fondi POR Puglia 2000-2006 Pis 12, Mis 2.1, ed hanno come scopo principale la valorizzazione e la fruizione turistica di questo sito di altura, uno tra i tanti presenti sul massiccio del Gargano.

Le indagini archeologiche si stanno concentrando su due edifici principali: il mastio e la chiesa. Il sito si trova in alta collina con 700 m. s.l.m., l’ ambiente è costituito dalla tipica macchia mediterranea, ricco di selvaggina, ma estremamente ostico per l’agricoltura, vista la stratigrafia naturale in banchi di calcare massiccio affioranti, e pochissimo terreno di natura acida-ferrosa.

Una delle risorse primarie è la pastorizia, ma si delinea molto chiaramente un ambiente difficile per la sopravvivenza, anche per l’assenza di acqua sorgiva nelle immediate vicinanze, esigenza in parte sopperita dalla messa in opera ed utilizzo di numerosissime cisterne sparse per tutto il vicus, fin dentro la chiesa. Geograficamente siamo in presenza di un punto nodale sia di tipo economico per la transumanza su tratturi ad oggi ancora visibili, con grossi spostamenti di bestiame e merci di scambio, che di tipo sociale-religioso, battuto dai pellegrinaggi verso centri nevralgici sparsi in questo momento storico in tutto il territorio Italiano. Si ricorda che tutto il mondo medievale ruota intorno a grandi spostamenti di masse di genti che percorrono il lungo ed in largo il paese.

La denominazione Castel Pagano desta molto interesse in chi scrive, siti limitrofi hanno fornito notizie diverse dello stesso toponimo: una probabile derivazione potrebbe ricercarsi nel termine pagus inteso come villaggio, ma anche semplicemente relativo all’aspetto prettamente religioso, per l’appunto di tipo pagano da contrapporre alla cristianità, associato cronologicamente all’arrivo dei saraceni. Più suggestiva, quanto meno realistica, appare l’ipotesi di una derivazione dalla famiglia Pagano di origine francese, insediatasi in questi territori (Lucera) nel 987 con la venuta dei templari, strettamente legata ai sovrani Angioini ed Aragonesi.

Per gli odierni abitanti di questi territori, il sito viene però ricordato come località ì castelli attestata anche nei territori della foresta di Oriana e Ceglie del Guado, che presentano fortificazioni simili sempre pertinenti al X secolo: ricordiamo che in un documento si legge che nell’anno 977 in questi territori si insediarono comunità di monaci Basiliani provenienti dall’impero bizantino, che subito dopo la conquista normanna dei territori, furono sostituiti da monaci benedettini. Quest’ultimo notizia storica, se collegata anche al vicus in oggetto, fornirebbe una risposta alla presenza di oggetti liturgici, tra cui una croce in bronzo e l’altra in pasta di turchese di chiara fattura bizantina, rinvenuta all’interno della chiesa insieme a monete coniate a Bisanzio.

Si coglie l’occasione per ringraziare il Dott.Francesco Maulucci Vivolo, direttore della Soprintenza archeologica sede di Foggia, per l’instancabile ed appassionata ricerca tutta rivolta al lavoro, che ci ha permesso di ottenere un numero di risultati quasi sempre insperati, con tempi brevi e nel rispetto di una interdisciplinarietà, sempre più difficilmente conseguibile nel settore dei Beni Culturali Italiani. Un altro ringraziamento và al direttore dei lavori Arc. Michele Violano, la cui curiosità ed interesse personale nei riguardi della storia del sito, ha reso le problematiche lavorative incontrate, risolvibili.

Dott. Andrea Lisciarelli

Dott.ssa Tania Suadoni

  GLI INTONACI DELLA CHIESA PALATINA
  Analisi biomolecolari dei campioni osteologici umani di Castel Pagano
  Bibliografia
  Conclusioni
  Introduzione
  Gli scavi - Archeosperimentale
  Reperti - Analisi chimica della ceramica, delle malte e degli intonaci
  Reperti - Materiali vari
  Reperti - Fuseruole e Pesi
  Reperti - Le Ceramiche
  Reperti - Le Monete
  Reperti - Reperti in metallo
  Scavi - Le Cisterne e i Silos
  Gli scavi - La chiesa
  Le sepolture – Dati antropologici e paleontologici
  Gli scavi - La necropoli
  Gli scavi - Mastio

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