Login
I lavori di scavo, iniziati nel Giugno 2008, sono stati finanziati con fondi POR Puglia 2000-2006 Pis 12, Mis 2.1, ed hanno come scopo principale la valorizzazione e la fruizione turistica di questo sito di altura, uno tra i tanti presenti sul massiccio del Gargano.
La campagna di scavi è stata realizzata da:

ARCHEXPLORERS S.r.l.
SOA OS25 Cl. IIa
Via delle Rote, 2 - 05022
Porchiano del Monte - Amelia (TR)
Tel. 3288412895 - 3288983724
Fax 0744986015
Necropoli
Lo scavo nell'area ha evidenziato due momenti cronologici ben distinti per l'uso dell'area necropolare, una prima fase più recente datata al XIV / XV secolo d.c. in cui le tombe sono costituite da fosse terragne ricavate entro lo strato di crollo della chiesa stessa sia nell'area ovest che nell'area immediatamente adiacente. Queste al loro interno presentano sepolture multiple, con adulti e bambini seppelliti insieme, a testimonianza della presenza di nuclei familiari, e senza alcuna distinzione di rito rispettivamente all'età degli individui.
Le fosse hanno forma rettangolare e elissoidale ma non seguono alcun rigore metrico nell'occupare lo spazio circostante, gli individui ritrovati in questa prima fase sono stati 13.
Successivamente, dopo aver smontato gli inumati di questa prima e più recente fase del sito, sono comparsi nuovi e numerosi corpi, inerenti la seconda fase più antica risalente a un periodo compreso tra il XIII e il XIV secolo d.c.
Le indagini si sono concentrate nell’area delimitata dal muro perimetrale della navata laterale della chiesa solo in parte interessata dalle fosse sepolcrali. Le strutture tombali sono scavate all’interno della massicciata pavimentale della chiesa e rivestite con tamponature in muratura. In questa seconda fase sono stati rinvenuti 17 individui, tutti disposti con gambe distese e braccia incrociate sul petto.
Le sepolture plurime hanno restituito materiali metallici di corredo, sia in bronzo, piuttosto numerosi, che in ferro, meno numerosi rispetto ai primi, inoltre oggetti personali in argento di buona fattura. Dallo studio effettuato si denota una stessa linea stilistica di appartenenza, longobarda o bizantina, che rileva contatti con numerosi siti contemporanei e dislocati in regioni lontane e vicine come Toscana, Campania e Abruzzo.
Tra gli oggetti più importanti ritrovati possiamo indicare l’enclopio in bronzo, un reliquiario a capsula in forma di crocefisso con la raffigurazione di Cristo in perfetto stile Bizantino del VII secolo e una croce in pasta di turchese con simboli geometrici su entrambe le facce. Questi ritrovamenti confermano la presenza di pellegrini e sacerdoti di chiara provenienza orientale.






