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I lavori di scavo, iniziati nel Giugno 2008, sono stati finanziati con fondi POR Puglia 2000-2006 Pis 12, Mis 2.1, ed hanno come scopo principale la valorizzazione e la fruizione turistica di questo sito di altura, uno tra i tanti presenti sul massiccio del Gargano.
La campagna di scavi è stata realizzata da:

ARCHEXPLORERS S.r.l.
SOA OS25 Cl. IIa
Via delle Rote, 2 - 05022
Porchiano del Monte - Amelia (TR)
Tel. 3288412895 - 3288983724
Fax 0744986015
Chiesa rupestre
L’ambiente è di forma rettangolare , lungo 9.80 m. e largo 2.70 m., è posta ad un livello più basso rispetto al mastio, su un gradone artificiale ricavato in parte tagliando il costone in calcare massiccio.
L'area oggetto di indagine è situata tra la cappella di sinistra e la navata centrale, lungo il lato ovest.
Alla luce dei nuovi dati di scavo, quest'area assume i connotati di un portico con colonne, probabilmente affrescato, riutilizzato come necropoli, in un momento storico compreso tra la fine del XIII e l’inizio del XIV sec d.C., in cui l’aspetto cultuale non era più praticato, ma nella memoria collettiva del luogo era ancora vivo il ricordo e l’importanza.
Dal portico si accedeva alla chiesa, con almeno due scalini, di cui si hanno solo le tracce dell’espoliazione, avvenuta per scavare le fosse per la sistemazione dei defunti, in un momento in cui la struttura aveva già perso la sua funzionalità, ma il ricordo della sacralità dell'area doveva essere ancora forte.
Il suddetto portico, doveva essere rialzato rispetto all'area circostante, ed assumere un connotato di monumentalità, testimoniato dalla cortina a faccia vista in blocchi squadrati in calcare locale (foto 11), finemente lisciati, con alternanza di un filare a blocchi grandi e due a blocchetti (al momento non se ne conosce l'altezza definitiva, in quanto lo scavo non è stato terminato)
Con lo scavo è stato asportato su quasi tutta la superficie e per piani orizzontali il livello di crollo post abbandono (US 208), dal quale sono emerse delle sepolture, alcune nell’angolo a
NE dell’ambiente (tomba 5) e lungo il limite N (tomba 7 e 9), mentre una isolata lungo il muro perimetrale E verso il centro dell’ambiente (tomba 4). Queste molte delle quali di infanti (tomba 1, tomba 5 dep.2,3,4, tomba 9) o di fanciulli (tomba 5 dep.1 e tomba 7), presentano tutte il medesimo orientamento N-S e sono prive di corredo, tranne le sepolture relative ad adulti (tomba 2 e tomba 4): una particolarità riscontrata nell’indagine di queste sepolture è la presenza di tombe collettive (tomba 4 e 5), che ospitano anche individui “ridotti” con scelta di parti anatomiche in giacitura secondaria. Il livello sottostante di matrice sabbiosa mista a materiale edilizio, costituito da schegge di riutilizzo in calcare relativo al materiale da costruzione dell’edificio stesso è presente uniformemente su tutta a superficie a suggerire una sorta di livellamento. Tra i frammenti alcuni presentano segni di lavorazione o lisciature grezze, veri e propri frammenti architettonici, come una base di colonna/pilastro di forma quadrata con gli angoli arrotondati, rinvenuto assieme ad altri frammenti di grandi dimensioni risistemati al centro dell’ambiente; da questo strato proviene un gran quantitativo di frammenti di intonaco parietale policromo molto frammentario.
Al di sotto del livello US 208, è comparso un altro strato molto ampio che interessa quasi tutto l’ambiente a parte quelle piccole zone dove alcune fosse di sepolture lo hanno intaccato; l’US 238 con consistenza molto fine e polverosa ricorda molto un terreno depositato da attività eolica, presenta al suo interno schegge di piccole dimensioni , grumi di malta e sempre frammenti di intonaco.
Al di sotto compare una preparazione pavimentale in malta, conservata in cattive condizioni lungo tutta la metà E dell’ambiente fino ad arrivare al piccolo saggio a S. Questa preparazione, che non può essere interpretata come un pavimento vero e proprio a causa dei cambiamenti di quota che la interessano progressivamente dall’angolo NE a SW per via del banco di roccia affiorante, viene tagliata lungo tutto il lato W dell’ambiente da sistemazioni sepolcrali, quasi tutte orientate N-S, alcune organizzate sfruttando residui di murature o nuove costruzioni in muretti perimetrali (Tomba 12), altre entro veri e propri cassoni (tomba 11, 17 e 13) sempre costituiti da schegge di calcare, malta e frammenti di tegole e coppi. A S la situazione presenta delle particolarità: infatti sono state individuate due sepolture (tomba 6 e 8) che hanno riportato alla luce un piccolo corredo. Fig.12: riutilizzo di cisterna come tomba Le tombe insistevano su una massicciata artificiale parzialmente visibile che ha inglobato in qualche punto il banco di roccia affiorante: questa sembra essere utile alla sistemazione di una cisterna (foto 12), di cui sono stati rico nosciuti due livelli di rivestimento (US 240 e 241), che in seguito a un abbandono volontario o naturale, è stata richiusa da un livello di pavimentazione (US 218=219=243/244?)successivamente rotto per costruire la tomba 6; anche la tomba 8 viene scavata ad abbandono della cisterna ormai avanzato in quanto la fossa interessa direttamente la massicciata che costituisce l’edificio della cisterna.
A N invece si ha un raggruppamento di sepolture sovrapposte le une alle altre anche con orientamenti divergenti (tomba 14: NW-SE) e dalla presenza di individui ridotti (tomba 11, 12 e 13 foto 13) in tombe collettive






