• home
  • informazioni archeologiche
  • come raggiungere il parco
  • credits
  • ricerca
  • contatti

Parco Castel Pagano

parco archeologico nel Comune di Apricena

  • Chiesa Rupestre
  • Il Mastio
  • Area Archeosperimentale
  • La Necropoli

informazioni archeologiche

  • introduzione
  • Scavi
    • Il Mastio
    • La chiesa
    • La necropoli
    • Archeosperimentale
    • Le Cisterne e i Silos
  • Le sepolture
    • Dati antropologici e paleontologici
    • Analisi biomolecolari
  • Reperti
    • Gli intonaci della Chiesa Palatina
    • Fuseruoli e Fusi
    • Reperti in metallo
    • Analisi chimica della ceramica, delle malte e degli intonaci
    • Le ceramiche
    • Le monete
    • Materiali vari
  • Bibliografia
  • Conclusioni

Gli scavi - Archeosperimentale

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

L’AREA DI SCAVO ARCHEOSPERIMENTALE

Piantina dall'alto area archeosperimentale.

Nell’area subito ad ovest e ad est della Chiesa Palatina sono stati messi in luce diversi setti murari che si intersecano tra loro pertinenti ad una o più strutture, ad oggi non chiaramente distinguibili.

L’area in esame misura complessivamente 20 x 25 m. circa e si trova posizionata 4 metri a Sud dell’USM 472, e a 6.5 m. circa a ovest dell’ USM 406 m. circa (e a 4 m. circa dal muro USM 295); i muri sono stati ripuliti togliendo in superficie l’humus, l’orientamento segue quello della Chiesa Palatina scendendo lungo il pendio naturale del sito, con una forte pendenza, rispetto al livello della chiesa, siamo ad almeno 8m. al di sotto.

Fig.57: murature nell’archeosperimentale

Addossate alle murature sono state anche in questo settore, messe in luce (in qualche caso già visibili) delle cisterne/silos di forma per lo più ovale e rettangolari. I setti murari sono tutti costruiti con pezzame e schegge di calcare legato da malta giallo-rosata; a livello superficiale mostrano poche differenze tra loro e anche quando l’USM è scoperta per 0.50 m. circa di alzato non è stato possibile differenziare nettamente le tecniche murarie. Dall’analisi planimetrica dell’area sopra esaminata, si definiscono in questa sede almeno sette fasi storiche relative alla costruzione delle strutture murarie esterne al mastio ed alla chiesa.

Si delimitano almeno 7 ambienti, 5 grandi e altri 2 di dimensioni nettamente inferiori.

Il primo ambiente è quello sito ad ovest della Chiesa Palatina e già visibile prima dell’indagine, con un perimetro di m. 5.65x3.15, orientato con il lato maggiore su un’asse N-S, di forma rettangolare con i muri Est ed Ovest ben conservati per un ampio tratto di alzato, tanto da mostrare all’interno dell’ambiente la presenza di fori orizzontali a circa 1 m. di altezza dal piano di campagna. Il muro Est (USM 424) è stato costruito direttamente sul banco roccioso naturale, livellato dall’uomo precedentemente, restituendo tutta la sua estensione in quanto, sulla cresta, mostra un lacerto di preparazione in malta (USM 468) su cui insistono 2 frammenti di lastre in calcare ben lisciate (USR 466).

Le murature Nord e Sud (UUSSMM 457 e 458) sono invece conservate parzialmente e sono addossati a muri più ampi (UUSSMM 407 e 433) che proseguono in direzione E-W delimitando il secondo ambiente; all’interno nell’angolo Sud-Est, è stato eseguito un approfondimento che ha portato alla luce uno strato di abbandono che lo riempie completamente (US 428), un rivestimento in coccio pesto (USR 429) addossato alla roccia viva di colore rosso a foderare una vasca rettangolare profonda m. 0,8 presumibilmente ricavata nel banco roccioso, forse utilizzata come tintoria di tessuti. Al di fuori di questo ambiente, a N, è addossata all’USM 407 una cisterna/silos di forma ovale (USM 431).

Il secondo ambiente sito ad Ovest del primo è di forma quadrangolare (UUSSMM 433 – 407- 432-413)con perimetro di m. 5.50x6.30 al momento non indagato.

Il terzo ambiente segue in direzione Ovest il secondo (UUSSMM 433-407 -413-412-411) con perimetro di m. 6.10x1.20, orientato anch’esso N-S, di forma spiccatamente rettangolare e dimensioni inferiori rispetto ai primi 2 ambienti; questo ambiente è diviso a Sud in due settori dal muretto USM 445, mentre a Nord è parzialmente coperto da quello che sembra essere un crollo/abbandono in schegge e blocchi di calcare (US 475)che ricopre anche un setto murario (USM 411) parzialmente visibile, forse da attestare alla continuazione dell’USM 457. Al lato Nord di questo ambiente, si addossata una vasca rettangolare (UUSSMM 407-410-409-416) che misura m. 2.40x1.80, orientata su un’asse N-S, rivestita anch’essa di coccio pesto (USR 414), all’interno della quale è stato inserito un muretto divisorio (USM 408) .

Fig58: panoramica lato W dell’archeosperimentale

Il quarto ambiente (UUSSMM 423-425-426-437) di forma quadrata misura m. 5.40 x 5.70 posizionato a Sud in prossimità delle murature della Chiesa Palatina, proprio per la posizione è stato indagato in maniera più approfondita nella fascia W (sul declivio della collina). L’angolo N-E è situato a ridosso della Chiesa Palatina mentre quello a S-E mostra l’intersezione delle UUSSMM e il loro proseguimento verso N-S ed E-W (UUSSMM 425 e 427); all’angolo SW è visibile una piccola struttura semicircolare (USM 435) che sembra poggiare sul banco di roccia (US 448) e che si addossa al muro W (USM 437), mentre a N di quest’ultima un muretto (USM 436) delimita a N un’area ristretta caratterizzata dalla presenza di uno strato carbonioso (US 471) sulla metà a W dell’USM 423 è visibile l’incasso di una soglia (US 467), riconoscibile per la presenza di un foro per il cardine. Al di fuori dell’ambiente, addossata al lato S, è stata messa in luce un’altra cisterna/silos (USM 434) , sul lato E invece, durante la messa in evidenza delle strutture murarie, è stata riconosciuta una fossa per sepoltura (tomba 28) addossata all’USM 435, orientata N-S, di cui è stata localizzata solo la posizione del cranio (US 405).

Il quinto ambiente si trova a W dell’ambiente 4 e a S dell’ambiente 1 (UUSSMM 437-433-459-440)di forma trapezoidale che misura m. 4.40x5.2, con muri leggermente divergenti tra loro, rispetto al resto della struttura. Il cambiamento di orientamento è visibile dall’USM 459 all’angolo SE (NE-SW) che, insieme all’USM 438, condiziona gran parte del versante S della struttura; nell’angolo SW è stata messa in luce una cisterna/silos (USM 439)addossata alle UUSSMM 459 e 440: questa sembra integra come altezza di M.1,80 mostrando anche parte del “soffitto” a calotta.

Il sesto ambiente, anch’esso a W dell’ambiente 5 e a S del 2 e 3 (UUSSMM 440-459=442-441) con forma pentagonale di m. 6.30x5.70 dovuta all’orientamento dell’ambiente 5 sul lato Sud, si rettifica solo a metà dello stesso lato (USM 459=442), sfruttando in parte il banco roccioso sottostante (US 448). L’ambiente presenta a W una massicciata addossata all’USM 441 (o costruita insieme?) di cui non è facilmente comprensibile la funzione: è stato ipotizzato che possa trattarsi del “basamento” di un’entrata soprelevata o di balconata ma non è possibile, allo stato attuale dell’indagine, proporre soluzioni definitive. All’interno dell’ambiente 6, indagato per 2/3 verso W, è stato riconosciuto il livello di crollo/abbandono US 475 al di sotto del quale è stato identificato un sottile strato (USM 465), con tutta probabilità anch’esso di abbandono, lo strato poggiava limitatamente su un lembo di pavimentazione (USR 447) in lastrine di terracotta (0.15x0.15 m. ca.) e di calcare, alcune in buone condizioni altre disgregate dall’azione del fuoco. Ripulendo bene lo strato bruciato da un violento incendio, è stato possibile mettere in evidenzia le tracce in negativo di bastoni di legno in posizione ravvicinata, combusti con all’interno almeno 6 fuseruole in terracotta in dimensioni e forme diverse (vedi foto), una lama di forbice in ferro, dei cerchielli di catena in ferro e numerosi frammenti di ceramica invetriata di pregio pertinente a bacini e brocche. Il rinvenimento ha confermato definitivamente la presenza di telai per tessitura entro ambienti che non sappiamo se di uso abitativo o produttivo.

Fig.59: lacerto di pavimentazione nell’archeosperimentale

La preparazione della pavimentazione poggia direttamente sulla roccia viva sul versante S dell’ambiente. All’esterno degli ambienti 5 e 6 e affiancata all’USM 459 è visibile un altro muro (USM 438), caratterizzato da un piccolo semipilastro sul versante S; il muro sembra inoltre poggiare su lastre di calcare forse lavorate (USM 444)relative ad una pavimentazione, o semplicemente del banco roccioso; questo muro termina all’altezza di un gradino (USM 443) formato da altri blocchi di calcare di cui non si evince esattamente la natura se geologica o artificiale, orientato N-S, che prosegue oltre i limiti di scavo. A Nord di tutto il complesso messo in luce, a poco meno di 2 m. in linea con la vasca rettangolare addossata all’USM 407, è stata messa in evidenza un’altra cisterna/silos (USM 460) di forma ovale. A NW, a 8.30 m. ca. in linea con quest’ultima cisterna, è stato messo in evidenza un altro settore (6.50x4.90 m. ca.) al cui interno sono stati riconosciuti 2 setti murari ortogonali tra loro (UUSSMM 452-454), orientati N-S ed E-W, a cui si addossano 2 cisterne/siloi (UUSSMM 451-450); tutto il complesso sembra essere poi successivo alla costruzione di un cunicolo (USM 453) di orientamento completamente divergente (SE-NW) visibile al di sotto dell’USM 452.

Le fasi di questo complesso strutturale sono per ora ipotetiche in quanto l’area è stata messa in luce e indagata solo in maniera parziale; le murature inoltre appaiono costruite con i medesimi materiali e la malta legante risulta dello stesso colore e della stessa consistenza, non consentendo inoltre di individuare eventuali rifacimenti o aggiunte o riparazioni dei muri stessi; le ipotesi sono state quindi formulate sulla base di differenze a volte minime e opinabili: trattandosi comunque di un lavoro parziale si attenderanno future indagini che confermino o smentiscano le ipotesi qui avanzate.

Prima Fase

La prima fase costruttiva (fase 18) del complesso messo in luce si ipotizza possa essere relativa ai 2 muri USM 423, orientato E-W e finito alle estremità, e 425, orientato N-S con l’estremità N unita al muro USM 423 e l’estremità S non visibile oltre i limiti di scavo: la tecnica costruttiva e lo stato di conservazione, sebbene messi in evidenza per pochi centimetri, suggeriscono infatti una messa in opera accurata e un orientamento secondo i punti cardinali che differiscono dal resto della costruzione; l’orientamento inoltre è molto simile a quello della Chiesa Palatina, una costruzione più recente rispetto a questi muri; inoltre la loro antichità rispetto alle altre murature del complesso è data anche dal confronto con l’USM 295, caratterizzata da un paramento esterno in schegge di calcare lisciate che ingloba sporadicamente blocchi di calcare di dimensioni molto grandi o parti di roccia viva nella parte bassa, con la gran parte delle murature del complesso, caratterizzate anch’esse dalla sporadica presenza di grandi blocchi legate a schegge di calcare di dimensioni inferiori: trovandosi l’USM 295 tra la Chiesa Palatina e l’angolo formato dai muri USM 423 e 425 con un orientamento totalmente divergente e impedendo qualsiasi eventuale passaggio, è evidente che questo sia successivo sia alla Chiesa Palatina che ai 2 muri suddetti. A questa fase è probabilmente riferibile anche il muretto USM 470, visibile nell’area esterna a W dell’ambiente 3 e ancora parzialmente coperto dall’US 272: questo rispetta un orientamento N-S e appare allineato con i muri sopra citati. Il muro USM 423 presenta inoltre l’impronta di una soglia con il foro del cardine: si ipotizza l’entrata verso un ambiente chiuso, l’ambiente 4, ma non si esclude il passaggio tra due ambienti.

Seconda fase

Fig.60: cisterna-silos nell’archeosperimentale

La seconda fase costruttiva (fase 17) vede un restringimento di questo “ambiente” di cui non si conosce l’ampiezza, tramite un muro (USM 426), chiaramente appoggiato all’USM 425, con andamento E-W la cui estremità W termina alla stessa altezza dell’estremità dell’USM 423 mostrando un alzato di almeno 0.90 m.; a E l’allineamento E-W prosegue con un medesimo allineamento (USM 427), appoggiato anch’esso all’USM 425, non visibile oltre i limiti di scavo e messo in luce per pochi centimetri; sempre a questa fase è probabilmente riferibile anche la costruzione della cisterna/silos USM 434, appoggiata all’USM 426, e legata forse a un cambiamento d’uso di questa prima struttura: questa viene differenziata dalle altre cisterne/siloi perché la tecnica costruttiva sembra essere molto simile ai muri finora presi in esame.

Terza fase

La terza fase costruttiva (fase 16) si differenzia dalle prime due per tecnica costruttiva e orientamento delle murature: infatti, appoggiata all’USM 423, è visibile l’USM 424, di orientamento N-S leggermente divergente e meno spessa dei primi muri, legata (?) all’USM 407, orientata E-W, più spessa e anch’essa divergente dal primo nucleo e più coerente con l’USM 424; l’USM 424 sembra inoltre essere l’unico muro che sicuramente restituisce tutto l’alzato: dalla cresta al piano di campagna interno all’ambiente si misurano almeno 3.20 m.; anche il muro USM 407 restituisce parte del suo alzato, ma risulta meno uniforme; addossata all’estremità finora messa in luce dell’USM 407, all’angolo NW dell’intero complesso, è visibile una vasca rettangolare, messa in luce per pochi centimetri, rivestita di coccio pesto di cui non è verificabile la profondità originaria, probabilmente legata a questo ampliamento della struttura e ad un uso “industriale”.

Quarta fase

La quarta fase costruttiva (fase 15) vede la chiusura in ambiente delle due ultime murature citate: infatti viene raddoppiato il muro 407 addossandogli sul versante S il muro USM 457, e viene costruito il muro USM 433, orientato E-W, sempre leggermente divergente rispetto al primo nucleo costruttivo, con l’estremità a E terminante a S dell’allineamento dell’USM 423 e non collegata apparentemente a nessuna muratura; l’USM 433 si lega all’USM 412, orientata N-S e presumibilmente appoggiata all’estremità dell’USM 457=411 che sembra essere funzionale per l’appoggio dell’USM 412, presupponendo anche un’estensione maggiore dell’USM 407, come si può verificare per l’USM 458, successiva e funzionale per l’appoggio dell’USM 432. Probabilmente legata a questa fase, o comunque non successiva all’USM 459, è l’USM 438, orientata E-W sul versante S dell’intero complesso e sempre leggermente divergente, allineata come l’USM 407 e l’USM 433: questa non si appoggia a nessuna muratura ed è probabilmente legata a strutture presenti a S del complesso e non messe in luce, legate anche all’USM 444, le lastre/banco di roccia viva e all’USM 443, gradino naturale o artificiale.

Fig.61: vasca con intonaco rosso

Sempre a questa fase è probabilmente riferibile l’obliterazione della vasca rettangolare addossata al l’USM 407 con la costruzione al suo interno di un setto murario (USM 408), probabilmente legata a uno spostamento d’uso visibile nella fase successiva.

Quinta fase

La quinta fase costruttiva (fase 14) vede la costruzione del muro USM 459=442, addossato sul versante N dell’USM 438, insieme con tutta probabilità alle USM 441 e 446 a chiudere il versante W fino all’incontro con l’USM 433; inoltre vengono circoscritti l’ambiente 1 e 2 con l’USM 458 e 432. Il muro USM 438, orientato E-W e sempre leggermente divergente, è stato messo in luce per 0.20-0.40 m. ca. e cambia direzione nell’ultimo tratto a W, allineandosi con i muri del primo nucleo a E; le particolarità di questa USM sono che all’estremità E sembra voler colmare lo spazio esistente tra l’estremità W dell’USM 426 e l’allineamento dell’USM 438 a cui si appoggia, formando addirittura un dente che ne ha giustificato l’ipotetica posteriorità, e il fatto che cambi allineamento all’estremità W (USM 442) pur non mostrando soluzioni di continuità con il tratto a E orientato diversamente: è probabile che si sia voluto circoscrivere un altro ambiente, simile a quello adiacente a N, rispettando murature già esistenti (USM 438) e sfruttando l’andamento del banco roccioso su cui viene appoggiata l’USM (US 448). La delimitazione del grande ambiente prosegue con il muro USM 441, orientato N-S e messo in luce per almeno 0.70 m. ca. e legato all’USM 442 (che sembra inoltre proseguire verso W), che si appoggia all’USM 433; addossata o costruita assieme all’USM 441 è visibile l’USM 446, una massicciata parallela all’USM 441, che nella metà a S, meglio conservata, mostra una specie di avancorpo centrale non conservato nell’estremità N: questa, poggiata sul banco roccioso, è stata ipoteticamente interpretata come una sorta di balconata o entrata gradinata. All’interno dell’ambiente, successivo all’edificazione dei muri perimetrali ma nella stessa fase costruttiva, è la pavimentazione USR 447 con la preparazione US 456 poggiante sul banco roccioso US 448. Nel grande ambiente adiacente a N si verifica invece un’ulteriore suddivisione tramite l’erezione dei muri USM 458 e 432 che delimitano un ambiente rettangolare sul lato E dell’area, dove l’USM 458 sembra essere funzionale all’appoggio dell’USM 432, avendo l’estremità W terminante in coincidenza dell’angolo con l’USM 432: si ripete in questa fase la modalità costruttiva già attuata nella fase precedente per tutto l’ambiente. La creazione dell’ambiente 1 può essere una conseguenza dell’obliterazione della vasca rettangolare addossata all’USM 407, con uno spostamento d’uso della vasca dato che, all’interno dell’ambiente e presumibilmente circoscritto dalle USM di nuova costruzione, è visibile nell’angolo SE un rivestimento in coccio pesto (USR 429) che interessa il banco di roccia conformato a forma di vasca volutamente o in maniera naturale: il rivestimento inoltre presenta macchie di colore rosso non uniformi suggerendo, insieme alla presenza di 3 fori allineati orizzontalmente sulle pareti delle USM 424 e 432 a 1 m. ca. di altezza rispetto al piano di campagna (US 428), un impiego industriale dell’ambiente forse come vasca per la tintura dei tessuti; riferita a quest’uso può essere ipotizzata anche la sistemazione del grande ambiente a S.

Sesta fase

La sesta fase (fase 13) sembra essere pertinente alla costruzione del muro/tramezzo USM 437, che chiude definitivamente l’ambiente 4, forse avvenuta insieme o precedentemente al muretto USM 436 di cui non è stata raggiunta l’estremità E: il muro USM 437, ad una quota inferiore rispetto ai muri a cui si appoggia ( USM 426 e 423, presupponendo per quest’ultimo altri 0.70 m. ca. di alzato) a causa del declivio della collina, sembra appoggiarsi anche al muro 433 e 459 i cui resti di alzato si trovano ad una quota inferiore (-0.30 m. ca.); insieme a questo tramezzo si associa la costruzione di un altro tramezzo, l’USM 440, divisorio tra l’ambiente 5 e 6, simile per orientamento, per tecnica costruttiva e per stato di conservazione al tramezzo USM 437; altri muri probabilmente riferibili a questa fase possono essere le UUSSMM 413 e 445, nell’ambiente 3: l’USM 413, parzialmente messa allo scoperto, si appoggia infatti all’USM 433 e all’USM 457=411, creando uno stretto ambiente ricavato sul lato W all’interno dell’ambiente 2, suddiviso a sua volta almeno in 2 parti (forse 3) dal probabilmente coevo muretto USM 445. Sempre da questa fase fino alle precedenti, nel settore isolato a NW, può essere anche riferita la costruzione del cunicolo USM 453 orientato NW-SE in mancanza di altri elementi stratigrafici.

Settima fase

Contemporaneo o precedente a questa settima fase (fase 12) è riferibile lo strato di materiale combusto US 471 all’interno dell’ambiente 4, delimitato dalle UUSSMM 436 e 437, e non interpretato come abbandono definitivo dell’ambiente ma come l’interruzione di uso di un elemento, forse un forno; da questa fase fino alle precedenti, nel settore isolato a NW, può, come già fatto per l’USM 454, essere anche riferita la costruzione dell’USM 452 orientata N-S in mancanza di altri elementi stratigrafici. La costruzione e uso (fase 11) delle varie cisterne/siloi (USM 293-USM 439/USR 461-USM 431/USR 462-USM 460/USR 463-USM 435-451-450), foderate dove visibile da uno strato di rivestimento in coccio pesto e sparse in tutto il complesso: tutte sono appoggiate a qualche setto murario all’interno o all’esterno degli ambienti circoscritti, e tutte (tranne la cisterna/silos USM 434) sono costruite con la medesima tecnica anche se di forma diversa, segno forse di un cambiamento d’uso dell’area; vengono riferite momentaneamente, a causa della mancanza di altri elementi, a un unico evento costruttivo non strettamente verificatosi in poco tempo; da questa fase fino alle precedenti, nel settore isolato a NW, può essere anche riferita la costruzione dell’USM 454 orientata E-W in mancanza di altri elementi stratigrafici. Successivo a questo abbandono (fase 10) viene segnalato un livello di distruzione, segnalato per ora solo nell’ambiente 6, e identificabile nell’US 465, un sottile strato di materiale combusto, limitato alla porzione di pavimentazione presente al di sotto, e caratterizzato dalla presenza di materiale ceramico bruciato in frammenti di cui la maggior parte ricostruibili. Una fase di abbandono di tutta l’area (fase 9) è determinata dalla presenza dei crolli all’interno delle cisterne/siloi indagati (US 430/449-469-476-477-478-479-480), dal grande livello di crollo presente negli ambienti 2 e 6 (US 475) e nell’ambiente 1 (US 428).

 

© 2009 - ARCHEXPLORERS S.r.l. SOA OS25 Cl. IIa
Via delle Rote, 2 - 05022 Porchiano del Monte
Amelia (TR) Tel. 3288412895 - 3288983724 Fax 0744986015
Cod. fisc. P. IVA 01400510556